Fonte: Corriere del Mezzogiorno.

PDL DI CASERTA, SCOPPIA LA PACE TRA GIULIANO E CORONELLA 07/07/2010
CASERTA - Dopo le tensioni e le polemiche dei giorni scorsi, sembra arrivato il momento del disgelo. Ieri pomeriggio, il coordinatore del Pdl Pasquale Giuliano e il suo vice in quota An Gennaro Coronella si sono incontrati a Palazzo Madama. E, come rivela lo stesso Coronella, si sono immediatamente abbracciati: «Le questioni politiche possono portare a momenti di incomprensione - spiega il senatore di Casale - ma il rapporto personale e quello di stima non sono mai venuti meno. Oggi quando ci siamo visti in commissione, è bastato uno sguardo per superare ogni freddezza. I problemi di merito li affronteremo nei prossimi giorni, ma ormai senza alcuna acrimonia».
La diatriba aveva avuto come motivo occasionale la discussione sull’opportunità o meno della partecipazione dei rappresentanti del Nuovo Psi - che si sta organizzando sul territorio come soggetto politico autonomo, con un proprio tesseramento - nel coordinamento del Pdl. Ma nelle settimane precedenti, tra la componente degli ex Fi e quella degli ex An c’erano stati molti altri motivi di attrito: a cominciare dalle scelte effettuate per la composizione della giunta regionale, e fino a quelle per l’esecutivo di corso Trieste, in cui la vicepresidenza risulta ancora vacante, contesa com’è da Nicola Golia e Marco Cerreto, ognuno dei quali espressione delle due anime cofondatrici. «Sono molto contenta che sia ripreso il dialogo - afferma la parlamentare Giovanna Petrenga, molto vicina al leader regionale del Pdl, Nicola Cosentino - senza serenità non è possibile sciogliere i nodi sul tavolo. Anche se, per la verità, la presenza del Nuovo Psi nel coordinamento provinciale è garantita da un documento firmato da Berlusconi. E il nostro, si sa, è un partito verticistico: bisogna accettarne le regole che vengono stabilite a Roma». Il consigliere regionale Angelo Polverino, da sempre schierato per la mediazione, prova anch’egli a gettare acqua sul fuoco: «Il documento esiste - premette - e io l’ho letto: stabilisce che lo scioglimento dei partiti minori debba avvenire entro il 2013. E nel frattempo assicura loro la partecipazione, con una quota complessiva del 10%, in tutti i cooordinamenti. Quindi se da un alto ha sicuramente ragione Giuliano nel perorare la partecipazione del Nuovo Psi nella cabina di regia del partito, dall’altro Coronella non ha torto quando segnala che il tesseramento non va certo in linea con il percorso verso lo scioglimento. Per farla breve, il mio amico Massimo Grimaldi, visto che già un progetto definito, potrebbe tranquillamente sospendere la campagna di adesioni per favorire un rasserenamento del clima. D’altro canto che senso ha un altro anno di tesseramento, o al massimo due?».
L’ex consigliere regionale di Fi, Giuseppe Sagliocco, invita a spostare la discussione sui grandi temi dello sviluppo: «Solo così - spiega - il vivace scontro dialettico in atto in questi giorni può diventare un’importante occasione per il futuro di questo partito forte elettoralmente, ma ancora fragile nella sua proposizione politica e nella effettiva possibilità di configurarsi come un’organizzazione di uomini e di idee». E pone l’accento sulla necessità di metter mano agli enti strumentali «Che - sottolinea - abbiamo contribuito a far diventare luoghi di parcheggio dove distribuire prebende, attraverso poco onorevoli spartizioni con il Pd, troppo generosamente definite accordi bipartisan, svilendo quella che doveva essere la loro missione di migliorare, modernizzare, armonizzare servizi pubblici essenziali per le nostre comunità». Il finiano Antonio Schiavone, invece, richiama l’esigenza di costruire il partito sui territori: «Ci sono ancora troppe realtà in cui il coordinamento locale non esiste. Tra queste anche Aversa, la città del senatore Giuliano. Nonostante i miei reiterati appelli, il coordinatore Nicola Golia è inerte da mesi: ogni tanto si limita a convocare suoi uomini di fiducia che lui definisce i dirigenti». Intanto il Nuovo Psi continua a fare proseliti: con un comunicato annuncia l’adesione al partito l’ex vicesegretario provinciale dei cugini del Pse, Luca Romano: «Il percorso della costituente socialista avviato da Boselli nel 2007 – spiega - è terminato in malo modo con le politiche del 2008. Il Pse è diventato solo un ricettacolo di combattenti e reduci».

