Fonte: Il Mattino.

CARFAGNA, RUSSO E MILANESE È GIÀ CORSA PER LA SUCCESSIONE 14/07/2010
Nel Pdl c’è un evidente imbarazzo «perchè un conto è essere all’opposizione e un conto è governare Province, Comuni e Regione», sostiene un parlamentare. Un modo per dire che oggi il partito non solo è più sovraesposto ma ha verso i cittadini responsabilità che richiedono un Pdl «forte, coeso, inattaccabile». Da qui la preoccupazione di Stefano Caldoro. Il governatore teme che le polemiche di questi giorni legate al presunto complotto in cui sarebbe coinvolto anche il coordinatore regionale Nicola Cosentino indeboliscano la giunta. Il «pieno sostegno» che ieri la maggioranza in consiglio regionale ha assicurato a Caldoro è un primo segnale per rafforzare il governatore. «Il leader della coalizione sono io», è il messaggio che il presidente lancia. Ma il sostegno della maggioranza non può essere tutto. C’è un problema-partito che non può trascinarsi a lungo. Caldoro sul presunto coinvolgimento di Cosentino nel complotto ha taciuto e tace. E ha rilanciato la questione a Roma. «Mi occupo dei problemi della Regione», ha sottolineato ieri.
Ma è evidente che il governatore non si fida più del coordinatore regionale. Cosentino appare ormai isolato. Anche i suoi fedelissimi si sono rintanati, nessuno gli ha pubblicamente manifestato solidarietà. Al contrario, cresce il fronte di chi chiede al coordinatore regionale un passo indietro. Oltre al finiano Italo Bocchino, oltre al sottosegretario Pasquale Viespoli che sollecita «un gesto di disponibilità all’oligarchia che ha in mano il partito», è Mara Carfagna ad affondare i colpi più duri. «Cosentino - ha detto il ministro a Il Mattino - deve fare un passo indietro. La sua testardaggine nel voler restare è incomprensibile». Un attacco forte, diretto, portato da chi si definisce «molto distante dalle posizioni dei finiani» ma si riconosce «pienamente in Berlusconi», un attacco che nel partito viene letto come un siluro nel pieno petto del coordinatore. Cosentino non sembra voglia mollare e le voci che stesse per dimettersi sono state smentite. Di certo non avverte intorno a sé la quasi totale solidarietà che aveva avuto otto mesi quando fu chiesto il suo arresto. Anzi, sotto traccia si avvertono i movimenti per una sua successione.
Un’improbabile strada della continuità potrebbe portare al senatore Pasquale Giuliano, casertano come Cosentino. Ma è più probabile che si opti per la discontinuità. Se di mediazione, la scelta potrebbe cadere sul deputato Paolo Russo. Se invece la discontinuità sarà più nel segno della rottura non è esclusa una soluzione che porti proprio a Mara Carfagna, il ministro che fu tra i più decisi sostenitori della candidatura di Caldoro. Una quarta ipotesi tirerebbe in ballo Marco Milanese. Irpino di Cervinara, deputato, Milanese è il braccio destro del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Si tratta di discorsi forse prematuri e di scelte non facili. Magari è il caso di affidarsi al polpo Paul. - p.mai.

